Vita brasileira

dicembre 2006

 

 

 

Qui il tempo sta diventando più caldo e si cominciano a vedere turisti, svedesi, ciondolare in giro. Biondi, grassi e paonazzi per il sole.

 

Pensavamo di avere superato tutti gli ostacoli della burocrazia nella costituzione della Tamarindo Ltda., invece la banca ha bloccato tutto perchè ha scoperto che  Veronica è titolare di ben tre codici fiscali (il CF qui si chiama CPF).

Dopo verifiche, indagini discussioni, siamo riusciti a farci mostrare il documento interno che segnalava l'irregolarità. Due dei tre erano dichiarati non operativi in quanto contestualmente cancellati, per errore di anagrafica, all'epoca dell'emissione. Bastava leggere.

 

E comunque è un esempio lampante di come troppe cose (non) funzionino qui:

 

1) Nell'ufficio che genera i codici c'è qualcuno che lavora con il didietro e che, nel registrare la domanda del CPF, sbaglia per ben due volte consecutive ad inserire il nome della mamma di Veronica (anche lei però, chiamarsi Aldenira...). Inefficienza.

 

2) Il calcolatore naturamente incrocia i dati con l'anagrafe e li rigetta perchè inesatti senza proporre alternative. Sistemi di controllo super-rigorosi, sempre e comunque con atteggiamento punitivo.

 

3) Al terzo tentativo la difficile operazione va in porto. Eccezionale e quasi incredibile performance perchè l'ufficio ha sorprendentemente rilevato i suoi propri errori invece di imputare la Veronica di non conoscere il nome materno. La colpa è sempre degli altri. Presunzione.

 

4) Il sistema però non permette (giustamente) di cancellare la registrazioni errate volutamente o no. Prevenire è meglio che reprimere. Difatto prevengono tutto e non reprimono niente.

 

5) Il sistema, quando richiesto, però non genera l'approvazione del CPF in corso ma tutto lo storico, così il funzionario di turno può trovare l'obiezione o il pelo nell'uovo. Diffidare è la prima regola.

 

6) Alla sede centrale (HSBC) c'è il cugino di quello che lavora con il fondoschiena che manda alla filiale il rifiuto all'apertura del conto ampiamente documentato. Vomitare sugli altri la propria supposta superiorità è meglio di un orgasmo perchè anestetizza i cromosomi dello schiavo che ancora ti porti dentro.

 

7) Qui all'agenzia c'è un vicedirettore semianalfabeta, perchè legge i documenti solo a metà, e che ti dice con un certo compiacimento che lì non c'è ciccia per gatti. Naturalmente non si agita per darti un qualche sostegno aiutato dall'esperienza, collaborazione niente. Devi chiedergli tu di cosa hanno bisogno per sbloccare la faccenda, come se fosse solo tuo interesse  aprire un conto multimilionario.

Nell'era dei computer e di Internet ti dice che occorre andare personalmente in quel paesino dell'interno, dove anni fa la Veronica  aveva chiesto e ricevuto il CPF, a chiedere spiegazioni ed avere non si sa bene che certificazione, che abbia valore ufficiale e che chiarisca ogni dubbio. Con la grossa probabilità di incontrare l'erede di quello lavora col culo... Supponenza e falso ideologico.

 

8) Quando alla fine gli fai notare che per la loro superficialità ti hanno fatto perdere tre settimane di attività dell'azienda, non fa neanche una piega, anzi sembra che quasi quasi sia un po' deluso perchè il gioco perverso è finito. Senso della responsabilità zero.

Queste in Brasile sono delle COSTANTI.

 

Se uno vuole realizzare qualcosa in Brasile deve purtroppo relazionarsi con il modo bieco in cui tutti i necessari interlocutori intepretano il loro ruolo.

Detto in altre parole, se ti considero lo schiavo ti tratterò da tale (non hai nessun diritto, anche se paghi quello che ti è richiesto), se mi sento io lo schiavo non mi responsabilizzerò di nulla, ma comunque mi devi pagare perchè la schiavitù è finita, e pagare caro perchè sei un gringo pieno di soldi caduti dal cielo.

 

Ma lasciamo queste amarezze per qualcosa di più dolce: in tutti i supermercati è comparso il panettone! Piccolo, 400 g, buono, migliore di alcuni italiani. Non so se è una anticipazione del Natale ma la nostra colazione del mattino si è arricchita.

La nostra giornata feriale comincia con la sveglia alle 6.00 (so che chi mi conosce non ci può credere), colazione tropico-milanese, biciclettata di un'ora, ginnastica (abbiamo trasformato il soggiorno posteriore in palestra con materassini e attrezzature artigianali da body building).

Telefonate varie per i nostri problemi burocratici, a volte salto a Canguaretama (12 km) per supermercato e internet. Pranzo frugale: caipirinha poi toast e birra. Pisolino pomeridiano. Lavori di casa o riparazioni o lavaggio macchina.

Mi piace la macchina pulita, starei delle ore a guardare la Veronica in bikini che passa la schiuma.

Lezione di guida per la Veronica: uno stress per tutti, mio, suo e della macchina. Qui viene sera presto, alle 5 e mezza è già buio. Lettura o partita in TV dei campionati europei.

La cena la preparo io. Pasta italiana, sugo fatto al momento, carne (compriamo sempre un filetto intero, 3 euro al chilo, lo tagliamo e lo surgeliamo), verdura e dolce made by Veronica. Vino cileno.  poi il telegiornale e se non c'è niente di buono in TV, un DVD noleggiato. Purtroppo il livello dei film non è gran che. Proprietario del cinenoleggio è il papà di quel bambino che era apparso per errore nell'album delle foto. Si chiama Kevin. Il pezzo forte della collezione del negozio è Balla coi lupi.

Di solito mi consolo con un drink, abbiamo Martini, Campari, rum cubano, porto, cachaça, spumante brut del Rio Grande do Sul, whisky scozzese e vodka svedese. La Veronica è astemia ma a volte partecipa; incoraggiata non desiste, tiene l'alcool come un portuale irlandese.

Poi la buonanotte, con il ventilatore e un lenzuolino d'emergenza.

 Buonanotte anche a voi.